Analisi della gestione dei Rifiuti Urbani in Calabria

In questo articolo si descrivono le caratteristiche del servizio dei rifiuti urbani, che riguarda in particolare le abitazioni private e comprende un insieme molto eterogeneo di attività. La gestione dei rifiuti urbani è di competenza dei Comuni: tale attività assorbe in Calabria circa un quinto delle spese correnti comunali, un valore simile alla media nazionale.

La governance del settore è tuttavia molto complessa ed è articolata su più livelli di responsabilità: le Regioni definiscono i piani regionali per la gestione dei rifiuti e gli ambiti territoriali ottimali (ATO), al cui interno deve svolgersi l’intero ciclo di gestione dei rifiuti urbani; le Province e le Città metropolitane identificano le aree idonee alla realizzazione degli impianti; gli enti di governo degli ATO, a cui i Comuni del relativo territorio sono obbligati ad associarsi, concorrono a determinare le modalità organizzative del servizio dei rifiuti e quelle del suo finanziamento a livello comunale. 

La Regione Calabria ha suddiviso il territorio regionale in cinque ATO corrispondenti alle province calabresi. Secondo i dati più recenti dell’ISPRA, la Calabria produce annualmente circa 800 mila tonnellate di rifiuti urbani; in termini pro capite il dato è inferiore alla media nazionale, riflettendo anche i divari di reddito rispetto al resto del Paese (figura sotto, pannello a). La produzione di rifiuti in regione si caratterizza per una quota sensibilmente più bassa di raccolta differenziata rispetto alla media italiana (rispettivamente 45,2 e 58,1 per cento), anche se simile a quella del Mezzogiorno (46,1 per cento); il divario rispetto alla media nazionale si è comunque dimezzato rispetto a quello che si osservava nel 2013, grazie alla significativa crescita registrata negli ultimi anni. La variabilità nella percentuale di raccolta differenziata rimane però elevata: in Calabria coesistono Comuni con quote superiori alla media nazionale e altri con valori nettamente inferiori

Per quanto attiene alla struttura dell’offerta, in regione operano circa una ventina di impianti. Le principali criticità si concentrano nella gestione dell’indifferenziato, che viene interamente sottoposto a trattamento meccanico-biologico e poi smaltito in gran parte in discarica, con scarso ricorso all’incenerimento. Con riferimento alla frazione organica, gli impianti regionali sono in grado di smaltire totalmente l’attuale raccolta effettuata in regione.

Le caratteristiche del ciclo dei rifiuti urbani in regione si riflettono sui costi di gestione del servizio, che in Calabria sono più elevati rispetto alla media italiana (rispettivamente 37 e 34 centesimi di euro per chilogrammo di rifiuto). Nella gestione della differenziata, il costo della raccolta risulta superiore alla media nazionale, mentre è relativamente minore quello connesso alle fasi di trattamento e smaltimento (figura, pannello b); al divario sfavorevole contribuisce anche l’attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti indifferenziati.

Caratteristiche del servizio dei rifiuti urbani in Calabria nel 2018

TARI vs. TARIP

Con riferimento al finanziamento del servizio dei rifiuti urbani, sulla base di una nostra ricognizione sulle delibere comunali relative all’anno 2018, la totalità dei Comuni calabresi applica la tassa sui rifiuti (Tari), che considera quali indicatori presuntivi della produzione di rifiuti di ciascuna utenza domestica la superficie dell’immobile e la numerosità del nucleo familiare, mentre nessun ente adotta sistemi basati sulla misurazione puntuale delle quantità di rifiuti conferiti (Tariffa puntuale, Tarip). La Tarip è invece adottata da circa un decimo dei Comuni italiani, con significativi vantaggi in termini di efficienza, poiché migliora i comportamenti dei singoli (spingendoli a produrre meno rifiuti e a differenziare di più) e riduce i costi di gestione del servizio.

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