Chi dorme non piglia pesci

I piccoli comuni e gli sprechi

E’ risaputo che i comuni di piccola entità sono più un costo che altro. I Comuni calabresi come quelli lombardi sono famosi in questo: ognuno con il suo segretario comunale, il suo quadro dirigenziale, pronto a divorare soldi pubblici con lo stesso ardore di un bambino davanti ad un pacco di caramelle. Un mondo di sperperi tra salari accessori per ridicoli obiettivi raggiunti (come lo spostare una scrivania link) e le eventuali indennità di carica che arrivano ad essere retribuite fino a 12.000 euro l’anno ad un singolo individuo, in aggiunta allo stipendio base.

Quindi, dopo il progetto dello Stato di fondere forzatamente i Comuni sotto i 5000 abitanti,  si aggiunge anche l’autonomia delle regioni virtuose come Lombardia, Venento ed Emilia Romagna (in prima linea).

Il caso Cavallasca deve far riflettere

Cavallasca era un comune Lombardo di 2700 abitanti con continui default finanziari creati dalle precedenti amministrazioni (destra e sinistra), nonostante le tasse pagate dai cittadini. Debiti, servizi inesistenti, numero spropositato di dipendenti rispetto alle utenze, risucchiavano il piccolo comune in un vortice senza uscita, che condusse all’accorpamento di Cavallasca ad un comune limitrofo da parte della regione Lombardia, perdendo anche gli incentivi fiscali.
Nel 2017 l’ex comune entrò a far parte del comune di San Fermo della Battaglia.

Se Cavallasca si fosse mossa per tempo, come taluni avevano proposto e sollecitato, il “the end” di questa triste storia sarebbe stato diverso? Non siamo di fronte ad una favola, ed il lieto fine ai tempi di oggi resta un’utopia, ma i vantaggi della fusione sarebbero stati tanti e notevoli, per cui oggi più del passato l’agire associato ad un intelligente ragionamento può cambiare le sorti di un piccolo comune, facendoci portavoce del detto “chi dorme non piglia pesci”.

Considerazioni

Il caso Cavallasca deve far riflettere le nostre comunità, l’autonomia fiscale è importante per i territori, ma i nostri comuni, non avendo sufficienti introiti, potrebbero chiudere senza i contributi statali e regionali.
La miopia e la scarsa lungimiranza della classe politica non permette di vedere oltre il campanilismo “paesano”. Si sceglie sempre la strada facile e breve, accantonando i problemi delle comunità e sperando nell’aiuto altrui . La nuova generazione si accontenta di un semplice “aspettiamo che le cose cambino”? L’indifferenza e la rassegnazione che nulla potrà cambiare si traduce nella fuga dei cervelli e della nuova forza pensante in territori, ove le prospettive lasciano spazi alla fantasia. IL risultato? paesi deserti, ove non c’è spazio per il giovane volenteroso.

Affrontiamo la realtà ed ammettiamo che da soli non possiamo andare da nessuna parte. Servono soldi per investire e far crescere le comunità.

Un politico pensa alle prossime elezioni, noi cittadini dobbiamo pensare alle prossime generazioni.

Commenti Facebook

Potrebbero interessarti anche...