Ecco perchè alla fine la fusione sarà fatta anche senza la volontà del popolo

il povero sempre più povero

Il problema

La fusione sarà fatta anche senza volontà del popolo. Il motivo è dovuto alle autonomie fiscali che hanno richiesto le regioni come Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Il disegno di legge per le nuove regioni autonome dovrebbe essere discusso dal parlamento il prossimo Febbraio 2019.
Gli enti e i politici del nord contestano a Roma il cosiddetto residuo fiscale: ogni anno le regioni “virtuose” danno alla capitale più di quanto ricevono. Questi miliardi in parte vengono girati al sud nell’ambito della solidarietà fiscale per colmare buchi a livello amministrativo come Comuni, Asl, scuole, regioni e provincie

Questi soldi sono di fondamentale importanza per il Sud ma non vogliamo discutere in questa sede e in questo articolo le ragioni. Quello che vogliamo approfondire è il dato economico-finanziario.

Cosa comporta

Con l’entrata in vigore delle autonomie regionali, in Calabria verranno a mancare circa 5,8 Miliardi.
Purtroppo non sono pochi milioni ma tanti miliardi che la Calabria dovrà sopperire con forti accorpamenti dei territori comunali. Una carneficina richiesta a enti comunali non autonomi a livello fiscale che perderanno di fatto la gestione della loro governance territoriale. Con un accorpamento forzato, non riceveranno nemmeno fondi economici, riducendosi così ad un semplice accorpamento amministrativo. Ecco perchè bisogna programmare il futuro oggi piuttosto che subire un accorpamento forzato con comuni che non mostrano nessun interesse nei confronti del nostro territorio. Di fatto i grandi comuni presenti nella piana di Gioia Tauro non avrebbero nessun motivo di investire le poche cifre che gli verrebbero concesse dalla regione per riqualificare le loro papabili periferie: Seminara, Melicuccà e San Procopio.

Soluzione

Con la fusione volontaria il nuovo comune avrebbe a disposizione incentivi fiscali e incentivi per infrastrutture che potrebbero migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ricordiamo che solo lo stato investirebbe fino a 20 milioni di euro in 10 anni oltre alla riduzione della tassazione locale. Nemmeno grossi comuni come Palmi, Gioia e anche Reggio disporrebbero di tali cifre economiche, specialmente in un periodo di crisi.

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