Reddito di cittadinanza: i comuni si sono adeguati?

Normativa per i comuni

  1. Entro il 29 luglio 2019, i comuni predispongono le procedure amministrative utili per l’istituzione di progetti utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, ai quali devono partecipare i beneficiari dei sostegni del patto per il lavoro e del patto per l’inclusione sociale, da svolgere presso il medesimo comune di residenza, mettendo a disposizione un numero di ore non superiore ad otto settimanali. (art. 4, comma 15, D.L. 28 gennaio 2019, n. 4).
  2. I comuni comunicano le informazioni sui progetti ad una apposita sezione della piattaforma dedicata al programma del reddito di cittadinanza del Ministero lavoro e politiche sociali.
  3. L’avvenuto assolvimento degli obblighi è attestato dai comuni tramite l’aggiornamento della piattaforma dedicata.
  4. Nelle more del completamento dell’anagrafe nazionale della popolazione residente, resta in capo ai comuni la verifica dei requisiti di residenza e di soggiorno che devono possedere i beneficiari del reddito di cittadinanza. (art. 5, comma 4).
  5. L’esito delle verifiche è comunicato all’Inps.
  6. Il richiedente i benefici del reddito di cittadinanza è convocato dai servizi comunali competenti per il contrasto alla
    povertà. (art. 4, comma 11).
  7. Nel caso in cui i bisogni del nucleo familiare e dei suoi componenti non siano prevalentemente connessi alla situazione lavorativa, con conseguente avvio presso i centri per l’impiego per la firma del patto per il lavoro, ma presentino bisogni complessi e multidimensionali, i comuni sono coinvolti nel patto per l’inclusione sociale. (art. 4, comma 12).
  8. Attraverso le piattaforme digitali dedicate al reddito di cittadinanza, presso l’Anpal e presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, i comuni comunicano ai centri per l’impiego i beneficiari per i quali i bisogni del nucleo familiari e dei suoi componenti siano risultati prevalentemente connessi alla situazione lavorativa e condividono con gli altri comuni e centri per l’impiego le informazioni sui progetti per la collettività attivati. (art. 6, comma 5).
  9. I comuni segnalano alle piattaforme dedicate l’elenco dei beneficiari per cui sia stata osservata una qualsiasi anomalia nei consumi e nei comportamenti dai quali possa desumersi una eventuale non veridicità dei requisiti dichiarati e la non eleggibilità al beneficio. (art. 6, comma 6).
  10. Gli oneri relativi alle attività dei comuni sono a valere sul fondo per la lotta alla povertà. (art. 6, comma 7).
  11. I comuni devono comunicare alle piattaforme digitali le informazioni sui fatti suscettibili a dar luogo alle sanzioni a carico dei beneficiari del reddito di cittadinanza, entro e non oltre cinque giorni lavorativi dal verificarsi dell’evento da sanzionare. (art. 7, comma 12).
  12. Nel caso di dichiarazioni mendaci e di conseguente illegittimo godimento del reddito di cittadinanza, i comuni trasmettono, entro dieci giorni dall’accertamento, all’autorità giudiziaria la documentazione completa del fascicolo oggetto della verifica. (art. 7, comma 14).
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