Sant’Anna di Seminara: deportazione coatta

E’ chiaro che da tempo, nei nostri comuni, è in atto un trasferimento di risorse umane verso le zone più ricche della nostra penisola. Quello che è successo a Sant’Anna di Seminara lo scorso 20 Gennaio, potrebbe succedere in qualsiasi punto del nostro territorio. Siamo nel totale abbandono da parte delle istituzioni le quali fanno orecchie da mercante. Nessuno vuole mettere sul piatto i soldi che permetterebbe a Seminara la messa in sicurezza del proprio territorio. A rimetterci sono i cittadini che, vedendosi chiuse anche le strade, sono costretti ad emigrare. Cittadini che non potranno più recarsi in campagna a lavorare. Eppure questa gente ha sopportato di tutto ma adesso è troppo. In questi giorni sono state evacuate alcune famiglie dalla frazione.

I fatti

La mattina del 20 Gennaio 2019 a Sant’Anna di Seminara si è verificata una rottura della condotta del gas, seguita da un forte boato. Prontamente sono intervenuti le autorità locali: il Sindaco Carmelo Antonio Arfuso, Vigili del fuoco e la protezione civile, anche attraverso l’intervento di volontari. Dalle prime verifiche si è constato che vi è uno scivolamento dell’intera area verso la valle. Questo scivolamento ha interessato e reso inagibile anche la strada provinciale (SP35) che attraversa la frazione. L’economia del paese, basata sulla raccolta delle olive, rischia di andare a tappeto a causa dell’isolamento stradale. Nelle ultime ore sono state evacuate anche 25 persone.

Aiutati che Dio ti aiuta

Con una eventuale fusione con Melicuccà e San Procopio, si potrebbero trovare i fondi per effettuare la messa in sicurezza di questi territori oltre all’apertura di nuovi tratti stradali.
Attualmente i nostri amministratori locali sono scettici alla fusione. Abbiamo già parlato del motivo per il quale alcuni amministratori non vogliono la fusione dei comuni. Credono di risolvere i problemi ma non vogliono ammettere che ormai si sono ridotti a semplici personaggi che hanno solo il compito di vegliare sui conti pubblici, senza poter decide il piano di sviluppo del territorio. Non hanno soldi, strumenti e risorse qualificate. Forse sarebbe meglio deporre le fasce da sindaci. Eppure oggi, non riescono a dare risposte ai cittadini. Ecco perché bisogna avviare la fusione il prima possibile. Abbiamo trattato ampiamente i vantaggi della fusione. Servono i fondi statali per creare infrastrutture e mettere in sicurezza il territorio.

Rif.
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