Tema Generale

Rispetto alla GAO – Gestione Associata Obbligatoriala fusione si presenta come uno strumento alternativo, definitivo e più convincente per un motivo principale, consente di ottenere, insieme, maggior risparmio economico, effettiva semplificazione gestionale nonché una governance più solida e condivisa con i cittadini.

Con la fusione i Comuni scelgono di confrontarsi su temi più sostanziali e con prospettive definitive, mettono al centro del loro confronto non solo relazioni funzionali per gestire servizi, ma la discussione sul futuro assetto istituzionale e di governo del territorio dei tre Comuni.


Se comparata con l’Unione di Comuni, la fusione si rivela uno strumento più snello, che evita la moltiplicazione degli organi gestionali (consiglio, giunta e sindaco dell’unione si sommano in caso di Unione a quelli dei singoli Comuni), nonché i conflitti talvolta generati tra gli amministratori intorno alla ripartizione delle risorse o alla destinazione di specifici interventi.


La fusione possiede un di più, proprio e specifico, in termini di volontarietà, di fiducia reciproca. Porta a ragionare su come integrare la rappresentanza politica dei Comuni aderenti, ridefinire i confini del territorio ed anche gli assetti organizzativi, economici, le risorse, il patrimonio, le relazioni con il contesto.

Con la fusione tutto questo diventa una chiara prospettiva di assetto istituzionale, di sviluppo territoriale e miglioramento dell’offerta di servizi per i cittadini. Inoltre coinvolge subito, come valutatori e decisori di prima istanza, gli elettori.

La fusione di Comuni è da alcuni anni oggetto di un rinnovato interesse da parte del legislatore, in quanto strumento di riordino territoriale in grado di offrire, in particolare ai comuni più piccoli, risparmi di gestione, semplificazione organizzativa e possibilità di una più solida azione amministrativa sul fronte dei servizi e delle politiche per il territorio.

Merita al riguardo evidenziare che il processo di fusione viene anche visto come la possibilità di ottimizzare le risorse trasferite ai comuni che sempre più si stanno contraendo. A tale contrazione è possibile rispondere con un’azione amministrativa volta alla razionalizzazione della spesa ed all’ottenimento di specifiche economie di scala.

Il processo di riorganizzazione territoriale degli enti locali, in un contesto di contrazione della spesa pubblica, ha riguardato:

  • l’istituzione delle città metropolitane;
  • il superamento delle province;
  • il superamento della frammentazione comunale, attraverso l’associazionismo intercomunale (convenzioni/Unioni/GAO) e le fusioni di Comuni

Di fronte all’obbligo per gli enti locali, con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti (3.000 se appartenenti a comunità montane), di gestire le funzioni comunali fondamentali in un’ottica intercomunale, ma anche alla generale esigenza dei Comuni di favorire uno sviluppo territoriale che vada oltre gli attuali confini comunali, lo strumento della fusione appare oggi più efficace sia della GAO (Gestione Associata Obbligatoria) sia dell’Unione di Comuni.

Rispetto alla GAO

A differenza della Gestione Associata obbligatoria, la concentrazione in capo ad un unico soggetto delle competenze organizzative consente di ottenere un risparmio economico, una semplificazione gestionale e più alte performances nei servizi erogati.

In merito all’Unione

Una delle critiche che gli stessi amministratori locali hanno negli ultimi anni rivolto a questo strumento riguarda le difficoltà derivate dalla moltiplicazione degli organi decisionali.
La presenza di consiglio, giunta e presidente dell’Unione, che va a sommarsi a quella dei singoli Comuni, se da un lato consente di mantenere in modo formale le identità locali, dall’altro appesantisce il processo decisionale, ovvero di presa delle decisioni, così come quello organizzativo-gestionale, allungandone i tempi, senza ridurne in modo sostanziale i costi, ed addirittura rischiando di generare un costante conflitto tra gli amministratori intorno alla ripartizione delle risorse e alle destinazioni di specifici interventi in questo o in quel Comune.

Conclusione

La fusione, viceversa, comporta un’integrazione completa degli enti locali coinvolti nella nuova realtà comunale: integrazione che riguarda prima di tutto le forme di rappresentanza politica dei Comuni aderenti, naturalmente ridotta nel numero di rappresentanti eletti, ma anche degli assetti organizzativi e delle risorse.