Vantaggi

Il legislatore nazionale, pur mantenendo la volontarietà nel ricorso a questo strumento, ha inteso incentivarlo, a partire dalla legge n. 56 del 2014 (c.d. Legge Delrio), in modo deciso, garantendo una serie di benefici di tipo economico-finanziario ai Comuni nati da fusione.

I vantaggi economico-finanziari, derivanti da una legislazione statale e regionale di favore, sono numerosi, e ,tra essi, si citano in questa sede i principali:

  • Ottimizzazione delle risorse umane e loro conseguente specializzazione;
  • Riduzione degli amministratori;
  • Riduzione dei costi;
  • Produzione di economie di scala;
  • Possibilità di copertura del turn-over del personale del 100%;
  • Specializzazione delle risorse umane e aumento del livello di produttività;
  • Uniformità di procedimenti amministrativi;
  • Possibilità di mantenere i Municipi esistenti con rappresentanti eletti;
  • Maggior «peso specifico» del Comune;
  • Uniformità dei servizi al cittadino;
  • Ottimizzazione, anche da un punto di vista economico, dei sistemi informatici;
  • Contributi regionali;
  • Contributi statali (60% trasferimenti del 2010).

La fusione, inoltre, consente di ottimizzare le risorse presenti all’interno dei territori dei Comuni coinvolti nella fusione: la gestione di capitali, patrimonio immobiliare e beni mobili, da parte di un unico più grande Comune permette di utilizzare al meglio le risorse disponibili e di contenere gli sprechi. Dal punto di vista dei vantaggi economici, inoltre, il passaggio da più amministrazioni ad un’unica amministrazione comunale permette di ridurre i costi degli apparati amministrativi, primi fra tutti quelli legati agli organi istituzionali: sindaco, giunta e consiglio comunale, al revisore dei conti e al segretario comunale.
Infine, realizzare una fusione significa dare al Comune unico nuove possibilità di investimento e quindi nuove prospettive per lo sviluppo di medio-lungo periodo del territorio.

Servizi

Attraverso la fusione sono poi osservabili alcuni vantaggi sul fronte dell’erogazione dei servizi da parte dell’ente locale, e quindi dell’espletamento di uno dei principali doveri che il Comune ha nei confronti dei suoi cittadini.

L’unificazione dei servizi all’interno di un nuovo Comune unico permette infatti di conseguire un miglioramento dell’offerta al cittadino e alle imprese, da un lato grazie alla generazione di economie di scala, dall’altro alla possibilità di una maggiore specializzazione di funzionari e tecnici all’interno del nuovo ente.

Laddove prima della fusione si registravano difficoltà di collegamento tra i
servizi erogati in territori contigui
dai diversi Comuni con un conseguente notevole dispendio di risorse in termini economici ed organizzativi, dopo la fusione il raccordo tra i servizi sul territorio è completo, l’erogazione degli stessi più capillare e la risposta ai bisogni del cittadino più esaustiva.

Investimenti Economici

Un’ultima osservazione è da riferirsi al destino dei contributi economici e delle agevolazioni a disposizione del nuovo Comune. L’aumento di risorse derivante dalla fusione costituisce certamente una boccata di ossigeno per il bilancio dell’ente, ma non deve essere sprecato: i nuovi amministratori si troveranno di fronte alla scelta di utilizzare le nuove risorse aumentando gli investimenti o riducendo il debito pro-capite, aumentando i servizi o diminuendo la tassazione (oppure l’applicazione di tutte le “possibilità”).

Tasse e Bilanci

In merito alla riduzione della tassazione, che costituirà un beneficio per i cittadini solo nel breve periodo, è importante sottolineare che i vantaggi finanziari possono essere destinati ad allineare la tassazione nei territori coinvolti dalla fusione entro i cinque anni previsti dalla normativa vigente.
La fusione è uno strumento che getta lo sguardo degli amministratori nel lungo periodo: le nuove risorse potrebbero quindi essere utilizzate al meglio, solo se costituiranno la base su cui pianificare un programma di investimenti destinati ad affrontare in modo strutturale le difficoltà del territorio ed a favorire il suo rilancio e sviluppo di lungo periodo. Si pensi alle regole del pareggio di bilancio, all’impossibilità di effettuare mutui salvo il riconoscimento di spazi finanziari concessi dallo Stato e/o dalla Regione.

Le disposizioni normative in vigore prevedono per i Comuni nati da fusione il riconoscimento degli spazi finanziari, con la conseguenza che, ricevendo un contributo decennale, parte di tale contributo potrà essere utilizzato per finanziare la quota del mutuo contratto per la realizzazione dell’opera.

Risparmi economici

È ragionevole attendersi che la fusione consentirà risparmi nella spesa oggi assorbita dalle funzioni di amministrazione, gestione e controllo, che comprendono sia le spese per gli organi istituzionali (in sostanza le indennità per sindaci, assessori e consiglieri), ma soprattutto quelle per le attività di funzionamento dell’ente (gestione economica, gestione delle entrate e dei beni, organizzazione e gestione del personale) e per l’esercizio di funzioni istituzionali (ufficio tecnico, anagrafe).

Trattandosi di Comuni di piccole dimensioni, il risparmio atteso avrà dimensioni finanziarie significative. Le risorse così recuperate potranno essere spostate su altre voci di spesa, in particolare potranno essere utilizzate per il potenziamento dei servizi offerti ai cittadini, oppure come riduzione della tassazione in capo ai cittadini stessi.

Maggiori spazi di investimento

La crescita dimensionale, dunque, ridurrà le risorse assorbite dalle funzioni “obbligatorie” (gestionali e istituzionali), consentendo il potenziamento di quelle “accessorie” (i servizi ai cittadini). Potrebbero aprirsi, inoltre, spazi per scelte di investimento, che saranno valutate dalle future amministrazioni comunali.
Altro effetto positivo, legato alla crescita dimensionale, è la possibilità di sviluppare una maggiore specializzazione funzionale degli operatori, che di solito genera un miglioramento della qualità del lavoro svolto.

Equità

Ci si attende in sostanza un miglioramento dell’equità nell’accesso ai servizi pubblici locali. Anche in questo caso, il processo di fusione ha il pregio di muoversi nella direzione giusta, in un contesto territoriale in cui il processo di aggregazione sta assumendo particolare interesse.

Peso politico maggiore

La realizzazione del nuovo comune dovrebbe avere il vantaggio di promuovere un virtuoso avvicinamento della scala territoriale, con cui si organizzano le istituzioni locali e vengono effettuate le scelte strategiche, a quella in cui popolazione e imprese esercitano realmente le attività quotidiane e domandano i servizi. Tale percorso dovrebbe portare il Comune fuso ad intraprendere un’azione più forte, nell’ambito dello sviluppo territoriale – urbanistico ed economico, avendo la consapevolezza del “peso” assunto nell’ambito dell’area di appartenenza.

A tal fine le future amministrazioni dovranno valutare come coordinare gli strumenti urbanistici in vigore. La scelta dei Municipi permette di mantenerli in vita per la prima legislatura per poi avviarne la convergenza.